MILANO – 9 aprile 2025 – Presentazione libro Non ti scordar di me Storia e oblio del Genocidio Armeno

Milano Piazza Velasca 4 MM Missori – III piano tel.:  0039 340210117
Facebook: Casa Armena – Hay Dun 

 

 CASA ARMENA 

HADUN

 
Mercoledì 9 Aprile 
alle h. 21.00
 
Antonia Arslan
e
Vittorio Robiati Bendaud 
presentano
Non ti scordar di me
Storia e oblio del Genocidio Armeno
 
di Vittorio Robiati Bendaud
 
Non ti scordar di me. Storia e oblìo del genocidio armeno - Vittorio Robiati Bendaud - copertina
Liberilibri
 
Forget-me-not in inglese, Non ti scordar di me in italiano, è un imperativo e finanche una prece. Questo piccolo e delicato fiore perenne è stato scelto come emblema del centenario del Genocidio Armeno, il Metz Yeghérn, che è stato definito il peccato originale del Novecento. Da allora a oggi, la Repubblica di Turchia, erede diretta dell’Impero ottomano, non è stata sanzionata né punita, come invece accadde alla Germania alla fine della Prima guerra mondiale, né tantomeno obbligata a fare i conti con la propria tenebra genocidaria, come avvenne successivamente alla caduta del nazismo. Gli armeni, ancora oggi sotto l’attacco di Ankara e di Baku, sono vittime di pulizia etnica e di etnocidio nei territori dell’Artsakh (o Nagorno-Karabakh) nel silenzio quasi assoluto del mondo libero. Funzionale alle antiche e nuove politiche antiarmene è il negazionismo del Metz Yeghérn, un inquietante e mostruoso case study perdurante da oltre un secolo. Tale negazionismo, “di Stato” in Turchia e in Azerbaijan, grazie a politici, giornalisti e intellettuali compiacenti e a finanziamenti a dipartimenti accademici, trova insidiosa sponda anche in Occidente. Vittorio Robiati Bendaud non solo racconta e analizza la storia e le cause di questa colossale tragedia, ma ne mostra anche la bruciante attualità. In tal senso, quindi, il Genocidio Armeno è «tuttora in essere». 
Con saggio introduttivo di Paolo Mieli.

MESSINA – 8 aprile 2025 – Seminario sulla spedizione archeologica a Tigranakert

 

Incoming Visiting Erasmus, il Professor Hamlet Petrosyan terrà un seminario (martedì 8 aprile alle 9.30 nell’Aula D, Piano I del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne) sulla sua esperienza di direttore della spedizione archeologica a Tigranakert e sulle metodologie di ricerca archeologica in situazione emergenziali. Tigranakert è stata gravemente danneggiata nella Seconda Guerra del Nagorno-Karabakh, Hamlet Petrosyan e il suo team hanno cercato di salvare parte dei reperti archeologici sotto i bombardamenti dell’Esercito Azero e dei gruppi paramilitari ad esso associati. Dialogheranno con il Professor Petrosyan, la Professoressa Annunziata Rositani (Culture del Vicino Oriente Antico, Dicam), la Professoressa Caterina Ingoglia (Metodologie della ricerca antropologica, Dicam) e il Professor Marcello Mollica (Antropologia culturale ed etnografia, Dicam).

Originario del villaggio di Khnatsakh, in quello che era il distretto di Askeran (Oblast del Nagorno-Karabakh), Hamlet Petrosyan si laurea presso il Dipartimento di Archeologia dell’Università Statale di Yerevan e completa gli studi post-laurea presso l’Istituto di Archeologia ed Etnografia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Socialista Sovietica Amena. Inizia la sua carriera presso il Museo Statale di Etnografia dell’Armenia come capo del Dipartimento di Paleoantropologia. Dirige dal 2007 il Dipartimento di Storia dell’Università Statale di Yerevan. Petrosyan ha condotto scavi a Shushi, Handaberd e, in particolare, nel sito di Tigranakert. Descritta come la città meglio conservata delle civiltà ellenistica e armena del Caucaso, l’insediamento di Tigranakert porta il nome del re armeno Tigrane il Grande (95–55) ed occupa un’area di circa cinquanta ettari. Conquistata dall’Esercito Azero alla fine della Seconda Guerra del Nagorno-Karabakh si trova oggi nel distretto di Agdam (Azerbajan), in quella che fu l’ex regione di Martakert (Nagorno-Karabakh).

 

MILANO – 4 e 5 aprile – EMMANUEL TJEKNAVORIAN & …..

Padre Komitas è una figura affascinante. Potrebbe essere eretta a emblema del popolo armeno. Musicista, compositore, musicologo, viaggiatore, studioso, figura centrale della cultura e della musica armena, che va a Berlino per studiare il metodo e per imparare a valorizzare la musica tradizionale del suo Paese. Padre Komitas è emblema del suo Paese e ci ricorda in qualche modo altri due discendenti di questa terra splendida, Emmanuel TJeknavorian e Sergej Babayan, il cui respiro musicale e filosofico ci fa planare sugli altipiani meravigliosi dell’Armenia centrale, dove per millenni i mercanti segnavano tante vie della seta, e che ci fanno interrogare sul senso che possa avere, per gli esseri umani, qualunque ricerca di identità. Quando basta essere come il cielo e le aquile, come i fiumi e le mandrie di bestiame. Come le arie popolari trascritte da Komitas, che non sembrano essere affatto una cultura nazionale ma piuttosto un tratto di umanità che, certo, ha sue caratteristiche anche locali, ma la cui esistenza non è definita da questo. Tjeknavorian e Babayan sono due musicisti accomunati dal non avere confini, dal non avvertire limiti, né di repertorio, né d’interpretazione, né di niente di niente. Ne deriva che, se decidono insieme di rendere omaggio a Ravel nel 150° anniversario della nascita, costruiscono un programma sontuoso in lungo e in largo, una specie di Bengodi raveliano senza pari: i due Concerti per pianoforte (quello in Sol e quello per la mano sinistra, naturalmente), il raro Menuet sur le nom d’Haydn, per pianoforte, la Sinfonia n. 45 degli Addii di Haydn, e il Boléro. Sì, perché Ravel adorava Haydn (e non stentiamo a crederlo, data l’eleganza e l’ironia di entrambi i soggetti), e la Sinfonia degli Addii è l’esatto opposto del Boléro: in una si toglie, in una si aggiunge.
Essere senza confini vuol dire anche questo: creare connessioni dove ancora non ce ne sono.
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Emmanuel Tjeknavorian e Sergei Babayan si incontrano sul palco dell’Auditorium per un programma che unisce la grande tradizione della musica per violino e pianoforte, a partire da Mozart, passando per il Novecento di Janáček, Prokof’ev e Ravel, di cui nel 2025 si celebra il 150° anniversario della nascita.
Leóš Janàček
Sonata per violino e pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata per violino e pianoforte in Sol maggiore K 301
Fritz Kreisler
Rondino in stile di Beethoven
Fritz Kreisler
Liebesfreud
Fritz Kreisler
Liebesleid
Fritz Kreisler
Schön Rosmarin
Johannes Brahms
Scherzo in Do minore per violino e pianoforte (dalla sonata F.A.E.)
Wolfgang Amadeus Mozart
Sonata per violino e pianoforte in La maggiore K 305
Maurice Ravel
Tzigane. Rapsodie de concert
Leggi l’approfondimento sul nostro Digital Magazine    #Ravel150. Ritratto del compositore francese

BRESCIA – 29 marzo 2025 –  “Padre Komitas: musica e spiritualità armena” Gregorio Bardini

 Brescia sabato 29 alle h. 16.30 presso il Conservatorio Luca Marenzio, incontri musicologici:
  “Padre Komitas: musica e spiritualità armena” Gregorio Bardini.

FOGLIANO REDIPUGLIA – 28 marzo 2025 -“Una storia sospesa: memorie a 110 anni dal genocidio armeno”

Fogliano Redipuglia (GO)
venerdi 28 marzo alle h. 18.30 presso la Sala del Consiglio comunale
“Una storia sospesa: memorie a 110 anni dal genocidio armeno” 
intervengono Gregorio Zovighian e Aldo Ferrari.

CENTO – 27 marzo 2025 – “Segni che parlano: sulle orme degli armeni”

 

Progetto educativo per le classi quinte della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo n. 4 di Cento, finalizzato a promuovere la cultura della legalità e a sviluppare il senso di responsabilità civica

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ROMA – 25 e 26 marzo 2025 – Convegno sulla stampa di testi orientali a Roma nei secoli XVI e XIX

Convegno dedicato alla stampa di testi orientali a Roma nei secoli XVI e XIX, che si terrà a Roma tra il 25 e 26 marzo , Martedì 25 marzo Cesare Santus e Anna Sirinian presenteranno un intervento dedicato a “Lo stampatore misterioso: Yovhannēs Terznc’i e la stampa in lingua armena a Roma alla fine del Cinquecento”.

FORLI – 24 marzo 2025 – Concerto “Note meno note”

Forlì lunedì 24 presso Palazzo Albicini,

 “Note meno note” 

alle h. 21.00

Concerto di Ani Martirosyan Pierluigi Di Tella

Corso Garibaldi 80